Marinetti Filippo Tommaso

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Filippo Tommaso Marinetti nasce il 21 dicembre del 1876 ad Alessandria d'Egitto da Enrico Marinetti, un avvocato civilista di Voghera, e Amalia Grolli, milanese, figlia di un professore di lettere.

Filippo Tommaso Marinetti compie i primi studi presso il collegio dei gesuiti francesi, dove a diciassette anni fonda una rivista giovanile, "Le Papyrus". In questo periodo rischia l'espulsione per aver diffuso a scuola i romanzi “scandalosi” di Émile Zola decidendo così di terminare gli studi a Parigi.

Nel 1900 decide di dedicarsi completamente alla letteratura e avvia un'intensa attività di declamatore in teatri italiani e francesi: diviene così uno dei primi divulgatori in Italia della poesia romantica e simbolista.

Nel 1905 fonda a Milano, insieme a Sem Benelli e Vitaliano Ponti, la rivista internazionale "Poesia", e divulga le prime opere di Gian Pietro Lucini, iniziatore del verso libero in Italia. Nel 1908 scrive l'ode A mon Pégase (tradotta solo nel 1921 col titolo All'automobile da corsa), con cui anticipa il vitalismo meccanico e motoristico dei successivi anni futuristi.

Nel 1909 fonda ufficialmente l'avanguardia futurista, pubblicando il 20 febbraio su "Le Figaro" il manifesto fondativo. Da questo momento diventa il promotore, lo scrittore e il poeta principale della nuova avanguardia e la sua attività si lega completamente a quella del movimento.

Sposa nel 1923 Benedetta Cappa, intellettuale e pittrice futurista, dalla quale ha tre figlie, Ala, Vittoria e Luce. Le sue idee anarchiche e anticlericali rendono la sua aderenza al fascismo, almeno in una prima fase, assai controversa.
Allineato al fascismo ma ostile alle leggi razziali e al nazismo, si spegne il 2 dicembre 1944 a Bellagio, sul lago di Como.


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