Ogni autografo selezionato da Galileum Autografi è garantito al 100% e corredato da Certificato di Autenticità ufficiale.
Manoscritto poetico autografo firmato «P. Verlaine», non datato, redatto in francese a inchiostro nero su un foglio. Nell’angolo superiore del recto compare il titolo di lavoro «Fable ou histoire». Il testo presenta numerose cancellature, sovrascritture, caratteristiche di una prima stesura elaborativa. Il recto si conclude con il verso «Grand’Route» e con la firma contratta dell’autore; l’ultima strofa prosegue sul verso del foglio.
La composizione può essere ricondotta al 1895 sulla base della redazione in pulito riprodotta l’anno seguente nella rivista La Plume. Il componimento appartiene dunque alla fase estrema dell’attività di Verlaine, a meno di un anno dalla morte, avvenuta l’8 gennaio 1896.
La prima pubblicazione conosciuta del testo in facsimile apparve nel numero doppio di La Plume, VIII anno, nn. 163-164, 15 febbraio 1896, fascicolo commemorativo pubblicato poche settimane dopo la morte del poeta. La stesura riprodotta dalla rivista, datata «le 10 Mars 1895», reca la dedica «à Léon Vanier» e la firma estesa «Paul Verlaine». Nell’agosto dello stesso anno il componimento venne incluso, con il titolo Anecdote, nella raccolta postuma Invectives, pubblicata a Parigi dall’editore Léon Vanier.
Il confronto con la redazione in pulito mostra che il presente foglio conserva una fase precedente e ancora mobile del componimento. Già nell’incipit la lezione «Selon l’incurable légende» viene successivamente sostituita da «Suivant l’immuable légende». Nei versi centrali si osservano ripensamenti relativi alla definizione degli editori e dei poeti, con parole cassate e riscritte, mentre la formulazione «sur quoi vivre» viene abbandonata a favore di «pour rompre ses diètes». Nella battuta attribuita all’editore si susseguono tentativi quali «martyrisez» e «pressez», prima dell’efficace verbo «volez», conservato nella versione definitiva.
Sul verso, la chiusa è ancora in corso di assestamento: «lui répliqua» verrà regolarizzato nel presente «lui réplique», mentre le ultime parole relative al «bien de la République» appaiono inizialmente abbreviate e solo parzialmente sviluppate. La distribuzione del testo sulle due facciate, l’abbondanza dei pentimenti e la firma apposta prima dell’ultima strofa confermano il carattere di stesura di lavoro del documento.
Il componimento propone una variazione sarcastica sulla figura convenzionale del poeta affamato. Il protagonista si reca presso un editore della propria cerchia per ottenere uno o due maravédis, somma minima necessaria a interrompere il digiuno. L’editore, lamentando le scarse vendite, lo accusa di derubarlo «come sulla strada maestra»; il poeta replica che, per il bene della Repubblica, non esistono abbastanza ladri come lui. Il gioco fonetico fra serein, «sereno», e serin, «canarino», accentua il registro burlesco.
Questo riflette concretamente la difficile condizione economica vissuta da Verlaine negli ultimi anni parigini e il suo rapporto ambivalente con Léon Vanier, editore delle sue opere e fonte di piccoli anticipi, ma anche bersaglio ricorrente delle sue invettive. Più che un vero «testamento», il componimento costituisce un episodio di satira autobiografica nel quale la miseria del poeta viene trasformata in argomento polemico e in gioco metrico.
I due schizzi sul verso appartengono all’apparato grafico della pagina di lavoro e non compaiono nella redazione destinata alla stampa. È plausibile riconoscere nel profilo più marcato una caricatura riferibile a Léon Vanier, direttamente coinvolto nel contenuto della poesia. L’identificazione del secondo volto con Arthur Rimbaud rimane suggestiva ma non dimostrabile sulla sola base dei tratti fisionomici visibili; è pertanto opportuno presentarla come ipotesi. La compresenza di versi, correzioni e disegni documenta il carattere privato e operativo del foglio.
Traduzione italiana:
Il poeta, morendo di fame,
secondo l’immutabile leggenda,
andò infine a bussare
da un editore della sua cricca.
La sua cricca, perché sono banditi
siffatti editori e poeti,
allo scopo di ottenere un maravedí
o due, per interrompere i suoi digiuni.
L’editore, che aveva appena
venduto... una sola edizione intera,
rispose in breve: «Vecchio mio, voi mi
derubate come sulla strada maestra».
Il poeta, sempre sereno,
e sempre “canarino”, gli replica:
«Di ladri come me, temo
che non ve ne siano abbastanza per il bene della Repubblica».
Paul Verlaine (1844–1896), poeta francese tra i principali esponenti del simbolismo, fu autore dei Poèmes saturniens, delle Fêtes galantes, delle Romances sans paroles e di Sagesse. La musicalità del verso e la ricerca di nuove cadenze esercitarono una profonda influenza sulla poesia europea.
Codice autografo: SBAST0926
Data autografo:
Pagine: 2
Pagine manoscritte: 2
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 12.2x11.3 cm
Se hai necessità di assistenza, vuoi vendere o certificare un autografo, o semplicemente non hai trovato quello che stavi cercando, contattaci.