Borromeo Federico

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Federico Borromeo (Milano, 18 agosto 1564 – Milano, 21 settembre 1631) è stato un cardinale italiano, arcivescovo di Milano dal 1595[1]. 

Creato cardinale da papa Sisto V il 18 dicembre 1587 (a soli 23 anni), ottenne la porpora cardinalizia con il titolo diaconale di Santa Maria in Domenica (15 gennaio 1588), optando in seguito per la sede dei Santi Cosma e Damiano (9 gennaio 1589) e poi per quella di Sant'Agata in Suburra (20 marzo 1589). Partecipò al primo conclave nel 1590, dove fu eletto pontefice Urbano VII. Quindi prese parte al secondo conclave del 1590 che elesse Gregorio XIV. Optò quindi per la sede diaconale di San Nicola in Carcere dal 14 gennaio 1591, partecipando quell'anno al conclave che elesse Innocenzo IX e l'anno successivo a quello che elesse Clemente VIII.

Divenuto membro della commissione per la revisione della Bibbia Vulgata e per la preparazione della «Editio Romana» dei documenti ufficiali del Concilio di Trento, decise solo nel 1593 di prendere gli ordini sacri, venendo consacrato il 17 settembre di quello stesso anno. Poco dopo, in corrispondenza con la sua carriera cardinalizia, gli venne affidato il titolo di Santa Maria degli Angeli (25 ottobre 1593). La sua ordinazione ufficiale avvenne però il 7 dicembre 1593 ad opera del cardinale Alessandro de' Medici, il futuro papa Leone XI, nella sua cappella privata.

Dopo la morte dell'arcivescovo di Milano Gaspare Visconti, egli accettò la nomina a tale sede, che gli era stata suggerita da Clemente VIII per merito di Filippo Neri. Nominato quindi arcivescovo di Milano il 24 aprile 1595 a 31 anni, seguì l'esempio del predecessore e cugino san Carlo Borromeo nel disciplinare il clero, fondando chiese e collegi a proprie spese, applicando i canoni del concilio di Trento. Divenne anche commendatario dell'Abbazia di Santa Maria di Casanova, una delle più importanti del centro Italia.

La Biblioteca Ambrosiana, uno dei più insigni monumenti alla cultura milanese, fondata proprio dal cardinale Federico Borromeo

Nel 1609 fondò la Biblioteca Ambrosiana; nel 1618 corredò la biblioteca di una raccolta di statue e di quadri, la cosiddetta Quadreria Ambrosiana che in seguito diventerà la Pinacoteca Ambrosiana. L'intento della Quadreria era quello di creare una struttura di supporto alla nascente Accademia Ambrosiana, aperta dal Borromeo nel 1621 con Giovanni Battista Crespi detto il Cerano come primo presidente.


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