Cini Vittorio

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Vittorio Cini, Conte di Monselice (Ferrara, 20 febbraio 1885 – Venezia, 18 settembre 1977), è stato un politico e imprenditore italiano. Gli era attribuito uno dei patrimoni italiani più cospicui dei suoi anni. 

Dal 1936 al 1943 fu Commissario Generale dell'Esposizione Universale di Roma: E42. Venne insignito il 16 maggio 1940 del titolo di Conte di Monselice.

Ministro per le Comunicazioni nel febbraio 1943 (ultimo gabinetto Mussolini), lasciò la carica dopo sei mesi per profonde divergenze con il capo del governo. Dopo l'armistizio dell'8 settembre venne catturato dai tedeschi e internato a Dachau, da dove il figlio Giorgio (che aveva ricavato del denaro vendendo tutti i gioielli della madre, l'attrice Lyda Borelli) riuscì a farlo evadere corrompendo i guardiani delle SS.

Nel 1949 il suo unico figlio morì in un incidente di volo e, da allora, Vittorio Cini fu completamente ritirato dagli affari politici e finanziari, dedicando la sua vita a opere di filantropia. Domandò e ricevette in concessione dallo Stato un'intera isola, quella di San Giorgio, davanti alla riva di piazza San Marco. Dopo aver finanziato gli importanti lavori di restauro necessari, istituì la Fondazione Giorgio Cini, centro d'arte e di cultura, sede di istituti di preparazione professionale e di addestramento dei giovani alla vita sul mare. In seguito al dolore ed alla profonda crisi spirituale che ne seguì, dopo molto tempo finì per allontanarsi dalla Massoneria ferrarese a favore dell'ordine dei Gesuiti.

Egli fece parte del consiglio di amministrazione della Sade dal 1924 al 1943. Nel 1953, alla morte del presidente della società, Achille Gaggia, stretto e fedele collaboratore di Volpi e del "gruppo veneziano", assunse la presidenza della società elettrica, nazionalizzata nella sua branca idroelettrica formalmente nel dicembre 1962 e concretamente nel giugno 1963, e che mantenne fino all'incorporamento della Sade (Finanziaria/Gruppo) nella Montecatini, decisa nell'agosto 1964 e avvenuta nel 1966.

Fu presidente della SADE dal 1953 al 1964, quindi dal periodo della progettazione e costruzione della diga del Vajont e anche oltre il disastro del Vajont, e come tale fu chiamato a deporre in tre circostanze.


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