Carlo II di Gonzaga-Nevers

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Carlo II di Gonzaga-Nevers (Mantova, 31 ottobre 1629 – Mantova, 14 agosto 1665) fu IX duca di Mantova e del Monferrato, duca di Nevers e Rethel e principe d'Arches. 

Grazie ai buoni uffici della madre, Carlo aveva sposato nel 1649 Isabella Clara d'Austria, imparentandosi così con la famiglia imperiale. Il matrimonio però fu solo un atto burocratico, in quanto il duca aveva una nota relazione con una nobildonna casalasca, Margherita Della Rovere, ed il rapporto con la moglie si esaurì con la nascita dell'erede Ferdinando Carlo, avvenuta nel 1652.

I problemi del Monferrato, perennemente conteso tra Francia e Impero/Spagna, ed in questo momento controllato dai francesi, vennero risolti dal duca affidando alla Spagna la cacciata dei francesi. Allo stesso tempo, per non inimicarsi i francesi, Carlo inviava a Parigi un memoriale di giustificazione, che venne ritenuto sufficiente da Luigi XIV, dove invece i confini del Ducato erano controllate dai Veneziani. Fondamentalmente, l'interesse di Francia e Spagna era che il ducato monferrino non cadesse nelle mani del nemico, pertanto entrambi accettavano di buon grado che esso venisse controllato dal duca di Mantova, dove invece con l'aiuto della Repubblica di Venezia riuscì a cacciare i Francesi dal ducato del Monferrato. Nel 1656 cedeva il ducato di Nevers, con relativo titolo, al cardinale Mazarino, che lo acquistò per il proprio nipote Filippo Giuliano Mancini. La relazione con la casalasca Margherita portò Carlo a numerose assenze dal ducato, che già era malgovernato in presenza del duca; questa situazione portò l'imperatore a privare il Gonzaga del titolo di vicario imperiale e della carica di generalissimo.

Carlo morì giovane, nell'agosto del 1665. Varie ipotesi si sono succedute sulla sua morte; gli storici contemporanei ed immediatamente successivi sospettarono l'avvelenamento (forse da parte della moglie Isabella Clara, aiutata dall'amante conte Francesco Carlo Bulgarini), altre fonti riportano un'intossicazione causata da uno degli intrugli afrodisiaci che Carlo assumeva per aumentare il proprio vigore. 


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