Bovara Giovanni

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Giovanni Bovara Rejna (Malgrate, 30 settembre 1734 – Milano, 12 ottobre 1812) è stato un presbitero e politico italiano

Giovanni Bovara nacque a Malgrate, paese alla periferia di Lecco , il 30 settembre 1734, figlio secondogenito di Cristoforo Bovara Rejna e di Teodora Brentano Riati. La sua famiglia già dai primi anni del XVIII secolo si era arricchita notevolmente attraverso la produzione ed il commercio della seta e per questo Giovanni poté essere avviato senza problemi alla carriera ecclesiastica, studiando nel seminario di Milano e venendo ordinato sacerdote nel 1758 nel Duomo di Milano. Scelse di entrare nella congregazione diocesana degli Oblati. Interessato al mondo letterario e culturale della Milano dell'epoca, entrò nell'Accademia dei Trasformati, eccellendo in poesia latina ed entrando in poemica con padre Branda a fianco di letterati come Giuseppe Parini. La nomina a insegnante e le riforme scolastiche come ministro del governo austriaco Per i suoi meriti, nel 1769 venne nominato professore di Istituzioni Canoniche presso l'Università di Pavia, anche in virtù del fatto che fu uno strenuo sostenitore della politica statale in generale e del ruolo che il potere laico doveva avere in rapporto con quello ecclesiastico. Nel 1772 venne prescelto dalle autorità austriache per essere nominato segretario di governo (ministro) per il Ducato di Milano e venne nel contempo spostato ad insegnare Istituzioni Ecclesiastiche nelle Scuole palatine di Milano.

Furono questi gli anni in cui il Bovara iniziò a lavorare ad una riforma scolastica, visitando tra il 1771 ed il 1775 diversi istituti scolastici della Lombardia austriaca, oltre a collegi, biblioteche e luoghi culturali, sperimentando poi nelle province di Cremona, Lodi e Casalmaggiore un modello scolastico che a suo avviso si sarebbe dovuto applicare a tutto lo stato. Il Bovara fu il primo in riformatore in Italia a stabilire la necessità di creare tre tipi di scuole: quella elementare (dove si imparava a leggere, scrivere e far di conto), di grammatica italiana e latina (per la preparazione ai licei) e le scuole di artigianato come quella di disegno ornamentale, di aritmetica e di carteggio mercantile. Il giuseppinismo, che tanto in quegli anni stava imperando, vide di buon occhio l'operato del Bovara e gli acconsentì di accordarsi coi vari vescovi delle diocesi interessate dalle riforme per sopprimere le locali confraternite considerate "sovrabbondanti" alle necessità delle comunità. Non gli riuscì di organizzare questo modello a Milano per una sostanziale opposizione dell'arcivescovo che cedette solo nel 1786 con l'avvento delle scuole normali statali che si basarono non a caso sul modello del Bovara.


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