Maria Luisa di Spagna

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Maria Luisa di Spagna, infanta di Spagna per nascita (San Ildefonso, 6 luglio 1782 – Roma, 13 marzo 1824), nata infanta di Spagna, fu per matrimonio regina d'Etruria e duchessa regnante di Lucca.

Appartenente al ramo spagnolo dei Borboni e figlia del re di Spagna Carlo IV e di Maria Luisa di Borbone-Parma. Maria Luisa ha trascorso un'infanzia felice come la figlia prediletta dei suoi genitori, che la chiamavano in famiglia "Luisetta".Anche se Maria Luisa ormai si era affezionata a Firenze, Napoleone aveva altri piani per l'Italia e la Spagna: "Temo che la Regina sia troppo giovane e il suo ministro troppo vecchio per governare il Regno d'Etruria", disse. Maria Luisa fu accusata di non aver fatto rispettare il blocco inglese in Etruria. Il ministro francese le ordinò di lasciare Firenze immediatamente. Suo padre rispose alle sue suppliche di scoraggiamento. Dovette però cedere alla decisione di Napoleone e lasciò in fretta il regno per tornare dalla sua famiglia in Spagna. Maria Luisa e i suoi figli lasciarono Firenze il 10 dicembre 1807, e il loro futuro era incerto. Napoleone annetté il territorio alla Francia e concesse il titolo di "Granduchessa di Toscana" alla sorella Elisa. La regina in esilio andò a Milano, dove ebbe un colloquio con Napoleone che gli promise, a titolo di risarcimento per la perdita dell'Etruria, il trono di un regno del Nord Lusitania (nel nord del Portogallo). Questo faceva parte del trattato di Fontainebleau tra Francia e Spagna (ottobre 1807), che aveva incorporato anche l'Etruria ai domini di Napoleone. Napoleone aveva già ordinato l'invasione del Portogallo, ma il suo scopo segreto era in ultima analisi, di deporre la famiglia reale spagnola e avere accesso al denaro proveniente dalle colonie spagnole dell'America. Come parte dell'accordo, Maria Luisa stava per sposarsi con Luciano Bonaparte, che avrebbe dovuto ripudiare la propria moglie, ma entrambi si rifiutarono. L'intenzione di Maria Luisa era quella di ritornare in Spagna. Quando arrivò a corte, la trovò profondamente divisa in un paese in rivolta: suo fratello, Ferdinando, principe delle Asturie, aveva tramato contro suo padre, il re Carlo IV e il suo impopolare primo ministro Godoy. Ferdinando era stato graziato, ma con il prestigio della famiglia scosso, Napoleone colse l'occasione per invadere la Spagna. Con la scusa di inviare rinforzi a Lisbona, le truppe francesi erano entrati in Spagna nel mese di dicembre. Non del tutto ignara sulle reali intenzioni di Napoleone, la famiglia reale aveva segretamente pianificato la fuga verso il Messico, ma i loro piani furono bloccati. A questo punto Maria Luisa arrivò a Aranjuez il 19 febbraio 1808. I sostenitori di Ferdinando diffusero la storia che il primo ministro Godoy aveva tradito la Spagna per Napoleone. Il 18 marzo ebbe luogo una rivolta popolare nota come "Ammutinamento di Aranjuez". I membri delle classi popolari, soldati e contadini attaccarono la residenza Godoy, lo catturarono, e lo fecero deporre dal re Carlo. Due giorni dopo, Carlo IV fu costretto ad abdicare e cedere il trono a suo figlio, orai Ferdinando VII. L'abdicazione di Carlo IV in favore di Ferdinando fu entusiasticamente acclamata dal popolo. Maria Luisa, aveva agito come mediatrice tra il deposto Carlo IV e il generale francese Murat, che il 23 marzo entrò a Madrid. Dopodiché Maria Luisa lasciò Madrid per essere accolta dal padre, in esilio. Prigionia Dopo questo, Napoleone, concessa la Spagna al fratello Giuseppe, costrinse la famiglia reale in esilio a Fontainebleau. 


Maria Luisa chiese una residenza separata e si trasferì con i suoi figli in una casa a Passy, ma ben presto si trasferì a Compiègne. Napoleone le inviò 9.000 franchi come compensazione promessa, che vennero utilizzati per le spese del suo viaggio in Francia. Le fu permesso di ritirarsi alla Reggia di Colorno a Parma, ma una volta a Lione, con il pretesto di condurla verso la sua destinazione, fu scortata a Nizza, dove venne tenuta sotto stretta vigilanza. Progettò di fuggire in Inghilterra, ma le sue lettere furono intercettate. Maria Luisa venne arrestata il 26 luglio e condannata ad essere imprigionata in un convento a Roma, mentre suo figlio rimase sotto le cure di suo nonno Carlo IV. La pensione Maria Luisa venne ridotta a 1500 franchi; tutti i suoi gioielli e oggetti di valore furono portati via e con la figlia e una cameriera, il 14 agosto 1811, fu imprigionata nel convento di Santi Domenico e Sisto, nei pressi del Quirinale. Le sue suppliche di clemenza rimasero senza risposta. Durante la sua prigionia, Maria Luisa e i suoi figli furono spogliati dei loro diritti alla corona spagnola dalla Corte di Cadiz, il 18 marzo 1812, in quanto sotto il controllo di Napoleone. I suoi diritti le furono ripristinati nel 1820. A Maria Luisa fu permesso di vedere i suoi genitori e suo figlio una volta ogni due mesi, ma solo per dieci minuti e sotto stretta sorveglianza. Solo la caduta di Napoleone aprì le porte della sua prigione. Il 14 gennaio 1814, dopo poco più di quattro anni di prigionia. Fu liberata quando le truppe di Murat entrarono in Roma.


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