Lettera con sottoscrizione autografa di Carlo Alberto di Savoia, con intestazione sovrana recante il titolo “Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme”, datata Torino, 11 settembre 1841 e indirizzata all’Intendente Generale della Divisione di Novara. Il documento si presenta con formula di apertura “Fedele ed Amato”, firma del sovrano in calce, controfirma ministeriale e sigillo impresso visibile al verso.
Nella missiva Carlo Alberto comunica che, sottoposta alla propria approvazione la deliberazione presa dalla Congregazione di carità di Barengo, amministratrice dell’opera pia Bellini, relativa alla vendita mediante pubblici incanti di vari stabili, e avendo ricevuto informazioni favorevoli circa l’utilità di tale alienazione, si è determinato a concedere il permesso richiesto. La lettera autorizza dunque formalmente la Congregazione a procedere alla vendita degli immobili alle condizioni già proposte, richiamando la perizia del 28 maggio e le conclusioni definitive del Pubblico Ministero del 23 giugno dello stesso anno. Il sovrano invita infine l’autorità destinataria a emanare le opportune direzioni e disposizioni per l’esecuzione del provvedimento.
Carlo Alberto di Savoia (1798–1849), re di Sardegna dal 1831, fu una delle figure decisive della storia italiana dell’Ottocento. Sovrano complesso e riformatore, concesse nel 1848 lo Statuto Albertino, destinato a diventare la base costituzionale del futuro Regno d’Italia. Il suo nome resta inoltre legato alla prima guerra d’indipendenza e alla fase iniziale del processo risorgimentale.
Documenti come questo conservano intatto il fascino della cancelleria regia sabauda e il valore storico di una monarchia ormai alle soglie della trasformazione nazionale.