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Crocifisso devozionale in bronzo, di piccole dimensioni, con Cristo crocifisso a rilievo su entrambe le facce e anello apicale per sospensione. La modellazione e le caratteristiche di fusione rimandano a produzione seriale di ambito religioso del XVII secolo. Patina scura coerente con l’antichità e con uso devozionale prolungato.
L’oggetto è accompagnato da un nucleo organico di documenti manoscritti di carattere spirituale, tra cui una lettera datata 7 ottobre 1825 (“Dal nostro Monastero”), indirizzata a Modena, e ulteriori fogli contenenti istruzioni dettagliate circa l’acquisizione e l’applicazione delle indulgenze. La corrispondenza è sottoscritta da Suor Celeste Maria Verratti, religiosa attiva in area modenese nella prima metà dell’Ottocento, elemento che consente di collocare con precisione il contesto in ambito monastico femminile di clausura.
Nei testi si esplicita chiaramente la funzione del crocifisso quale oggetto devozionale associato alla concessione di indulgenze plenarie, con indicazioni pratiche relative alle condizioni richieste (confessione, comunione o, in mancanza, invocazione contrita del Nome di Gesù), nonché alla possibilità di applicazione in suffragio delle anime del Purgatorio. È inoltre presente un esplicito riferimento all’esercizio della Via Crucis, pratica alla quale risultano annesse le indulgenze descritte.
Il corpus documentale riconduce l’oggetto a un uso concreto e personale in ambito religioso, verosimilmente all’interno di una comunità monastica dell’area modenese, probabilmente di osservanza francescana (clarisse o cappuccine), dove tali strumenti devozionali erano impiegati nella meditazione quotidiana e nella preparazione spirituale. La presenza della firma di Suor Celeste Maria Verratti conferisce al nucleo documentale un preciso ancoraggio personale e territoriale, raro in oggetti devozionali di questo tipo generalmente anonimi.
Insieme di particolare interesse per la coerenza tra oggetto e documentazione, che ne attesta in modo diretto funzione, contesto e modalità d’uso.
Tra XVII e XIX secolo la pratica delle indulgenze costituiva un elemento centrale della devozione cattolica, regolamentata dopo il Concilio di Trento e diffusa attraverso oggetti quali crocifissi, rosari e medaglie ai quali venivano associate specifiche concessioni spirituali. La Via Crucis rappresentava uno dei principali strumenti di meditazione sulla Passione di Cristo e di ottenimento di indulgenze. In ambito monastico femminile, tali pratiche assumevano un carattere quotidiano e personale, spesso trasmesso anche attraverso corrispondenza privata tra religiose e familiari, come nel presente caso documentato.
Codice autografo: AGLAST0426
Data autografo: 1825
Pagine: 6
Pagine manoscritte: 5
Condizioni: Buone
Dimensioni: 0x0 cm
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