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Autografo di Lazzaro Pallavicino, arcivescovo titolare di Tebe, su lettera manoscritta redatta a Firenze il 16 novembre 1726 e indirizzata al letterato Pietro Bucelli.
Nella missiva viene comunicato l’esame dei conti relativi all’affare di Fabio Fratto, concernenti l’amministrazione da lui tenuta delle entrate della Mensa Vescovile, ovvero il complesso dei beni e delle rendite destinati al sostentamento del vescovo e della sede episcopale, dalla morte di monsignor Arrighi fino alla sua partenza. Pallavicino informa Bucelli che i propri ministri hanno composto le note delle spese e degli onorari dovuti, precisando tuttavia che non si può procedere al saldo definitivo dei conti prima che tali note siano state osservate dall’interessato, così da verificare l’eventuale presenza di difficoltà o contestazioni. Per questo motivo le trasmette in allegato a Bucelli, affinché possano essere fatte pervenire a Roma e valutate prima dell’ultimazione dell’affare.
La lettera si colloca nell’ambito dell’attività amministrativa ed ecclesiastica di Pallavicino, qui ancora qualificato come arcivescovo di Tebe e legato alla nunziatura fiorentina.
Lazzaro Pallavicino, o Pallavicini, (1684–1744), prelato genovese, fu governatore pontificio, inquisitore a Malta e nunzio apostolico a Firenze dal 1721. Insignito del titolo di arcivescovo di Tebe, proseguì poi la carriera curiale a Roma, dove morì nel 1744.
Codice autografo:
Data autografo: 16/11/1726
Pagine: 4
Pagine manoscritte: 1
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 27.5x19.5 cm
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