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Lettera manoscritta in lingua italiana redatta da Federico Borromeo e datata Roma, 22 aprile 1595, con sottoscrizione autografa del cardinale in calce. Di particolare rilievo la presenza del sigillo in ceralacca, ancora ben conservato.
La missiva è indirizzata a un alto destinatario ecclesiastico, il cui nome viene omesso, presso Venezia, ed ha carattere personale e congratulatorio: Borromeo manifesta la propria soddisfazione per la “libera assoluzione” ottenuta dal corrispondente, esprimendo compiacimento per il buon esito della vicenda e confermando il proprio favore.
La datazione al 1595 conferisce al documento un interesse particolare. Federico Borromeo era già cardinale dal 1587 e proprio in quell’anno venne destinato alla sede arcivescovile di Milano, ruolo nel quale avrebbe lasciato un’impronta decisiva nella vita religiosa e culturale lombarda. La lettera si colloca quindi in una fase centrale della sua carriera, nel passaggio tra l’ambiente romano e il futuro governo della Chiesa milanese.
Federico Borromeo nacque a Milano nel 1564 da una delle più importanti famiglie lombarde. Cugino di san Carlo Borromeo, fu creato cardinale da Sisto V e divenne arcivescovo di Milano nel 1595. Uomo di profonda cultura e figura eminente della stagione post-tridentina, fondò nel 1607 la Biblioteca Ambrosiana, destinata a diventare una delle maggiori istituzioni culturali europee. La sua memoria è rimasta legata anche alla celebre rappresentazione manzoniana nei Promessi sposi.
Codice autografo: GGAST0726
Data autografo: 22/04/1595
Pagine: 4
Pagine manoscritte: 2
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 28x20.5 cm
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