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Importante lettera interamente autografa firmata di Giuseppe Mazzini, indirizzata a Fortunato Prandi e datata “8 genn. 1834”, redatta su ampio foglio e chiusa dalla firma “G. Mazzini”. Il testo si apre con l’appellativo “Caro Prandi” e richiama una precedente lettera “concernente la G. E. e le cose nostre”, sigla da riferirsi alla Giovine Europa, rimasta senza risposta. Mazzini vi menziona inoltre il tramite dell’“ottimo Botta” e chiede che la risposta sia indirizzata a Berna, sotto coperta, a “Mr. Joseph”.
La lettera affronta in modo diretto il problema del finanziamento dell’azione patriottica. Mazzini prospetta a Prandi il caso di “un paese d’Italia” intenzionato ad agire “sopra un piano coordinato cogli altri paesi italiani, e coll’estero”, bisognoso di reperire una forte somma attraverso un imprestito da contrarre poco prima dell’azione. Chiede quindi se un simile prestito possa essere realizzato a Londra, se sia possibile conservarne il segreto fino al momento opportuno e quali debbano essere le forme della garanzia e della sua verifica. La somma indicata è “fluttuante dall’uno ai due milioni”, con cinque garanti scelti tra i principali proprietari dello Stato interessato, “nomi noti anche all’estero”. Mazzini precisa che la proposta proviene dal “Comit. Centrale interno” dello Stato cui allude e che egli è incaricato di spedire la domanda.
Per evitare la censura postale dei governi europei, Mazzini ordina di inviare la risposta a Berna (Svizzera), all'indirizzo di un commerciante (Schnyder Dufresne), usando lo pseudonimo coperto di "Mr. Joseph".
Il documento si colloca nel quadro dell’attività mazziniana del 1834, dopo il fallimento dei moti in Savoia e durante il rifugio svizzero di Mazzini, fase nella quale prese forma la Giovine Europa accanto alla rete della Giovine Italia. In quello stesso contesto Mazzini cercò di coinvolgere Fortunato Prandi, residente negli ambienti londinesi, come possibile referente per la Giovine Europa e la Giovine Italia, confidando nelle sue relazioni nell’alta società e nel mondo intellettuale britannico per la negoziazione di un consistente prestito patriottico. Prandi, già in passato sostenitore economico di Mazzini, non accettò però l’incarico: la sua posizione moderata e favorevole alla monarchia costituzionale rendeva per lui irrealizzabile e politicamente rischiosa una raccolta di fondi destinata a un movimento repubblicano, radicale e insurrezionale. Il finanziamento auspicato non si concretizzò e le divergenze politiche portarono alla rottura dei rapporti tra i due.
Giuseppe Mazzini (1805–1872) fu patriota, pensatore politico e principale teorico del repubblicanesimo risorgimentale. Fondò la Giovine Italia nel 1831 e promosse una rete democratica europea, legando l’indipendenza nazionale a un progetto di rinnovamento politico e civile.
Codice autografo: RTAST0726
Data autografo: 08/01/1831
Pagine: 2
Pagine manoscritte: 1
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 26.3x20.3 cm
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