Ziliani Alessandro

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Alessandro Ziliani - Dotato di una bella voce, fin da ragazzo dette prova di predisposizione al canto. Studiò a Milano con Alfredo Cecchi, che gli impartì una solida preparazione musicale, e debuttò nel paese natale con l'operetta Addio giovinezza. Nell'autunno 1929 il primo approccio con l'opera avvenne al teatro Re di Milano con una Madama Butterfly, che replicò per 10 sere consecutive: il suo stile di canto si distanziava talmente da quello degli altri che la notorietà giunse immediata.

La tappa successiva fu al Teatro Reale di Malta. Durante il viaggio di ritorno, il maestro Angelo Ferrari insistette per una sosta a Roma per un'audizione al Teatro dell'Opera, dove Gino Marinuzzi lo scritturò immediatamente. Il successo nella lunga stagione gli aprì le porte di una carriera brillante. Con Gino Marinuzzi nel 1933 fu al Teatro Colon di Buenos Aires in una stagione di 6 opere (in cui diresse Madama Butterfly, e palla de' Mozzi di Mariuzzi), cui seguirono il Teatro Municipal di San Paolo (lug. Madama Butterfly), e quello di Rio de Janeiro (Madama Butterfly) poi vennero Francia (Vichy, Casinò lug. 1934, Tosca); Inghilterra, Germania, Olanda, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria, Sud Africa, le Americhe, con un eclettico repertorio di oltre 70 opere, in cui agli autori italiani e francesi, univa le opere wagneriane e le moderne. In Italia fu il I interprete di Pinotta di Mascagni, diretta dall'autore (S. Remo, Teatro del Casino, 1932), fu al Teatro Massimo di Palermo (apr. 1932) assieme a Mafalda Favero, che avrebbe poi sposato.

Dopo aver cantato nel 1938 a S. Francisco, era stato scritturato per il Metropolitan di New York, ma pochi giorni prima di partire per questa meta prestigiosa, fu fermato a Milano dallo scoppio della II guerra mondiale. Continuò la carriera alla Radio e nei maggiori teatri italiani (la Scala lo applaudì per un grande numero di stagioni) e d'Europa (Germania, Spagna e Portogallo) e, al termine del conflitto, riprese le peregrinazioni all'estero: Argentina, Cile, Stati Uniti, mentre in Italia fu ancora alla Scala, al S. Carlo di Napoli, all'Arena di Verona, all'Opera di Roma, al Verdi di Trieste, solo per citare i teatri maggiori. Ancora in ottime condizioni, si ritirò dalle scene nel 1958, dopo aver cantato l'ultima volta a Palermo nella Persefone di Stravinsky: continuò con qualche concerto, per lo più per beneficenza.

La voce del padrone raccolse le esecuzioni che meglio compendiavano la sua arte: il repertorio pucciniano, Fedora, Lohengrin, La dama bianca, La traviata, romanze da sala, brani musicali tratti dai suoi film. Altre incisioni figurano nei cataloghi di Telefunken, Elettrola, Columbia. Di bella presenza, interpretò anche 3 film: Canto per te (1936), Canzone d'amore (1937), Il diario di una stella (1940). Finita la carriera, si occupò dell'Alci, una agenzia teatrale e, grazie alla competenza e alle conoscenza, diventò uno degli agenti più qualificati in campo internazionale. Fondò anche il concorso internazionale di voci verdiane di Busseto, considerato uno dei più importanti.


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