Bergonzi Carlo

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Carlo Bergonzi (Vidalenzo di Polesine Parmense, 13 luglio 1924 – Milano, 26 luglio 2014) è stato un tenore italiano, considerato uno dei più autorevoli interpreti del repertorio verdiano. 

La voce chiara e con inflessioni brunite nel medium, di volume buono, ma non debordante, e sorretta da un'eccellente preparazione tecnica, forse la più raffinata del periodo in ambito tenorile (famoso in particolare il controllo assoluto della respirazione, che consentiva frasi lunghissime senza alcun apparente sforzo), oltre alla dizione estremamente nitida, solo a tratti inficiata da una "esse" strascicata di origine emiliana, e al senso del fraseggio, gli hanno permesso di imporsi al pubblico e alla critica, pur non provvisto di doti naturali propriamente eccezionali. Anche se l'estensione, nel momento di miglior forma vocale, fosse ragguardevole, coprendo la gamma dal LA sotto il rigo fino al RE bemolle sopracuto, Paolo Isotta così ne descrive i tratti vocali salienti: Tipico tenore centrale, adatto alla tessitura verdiana, in acuto mantiene la piena capacità della voce fino al Si bemolle, nota che riesce ad attaccare in pianissimo e poi rinforzare come a diminuirla dopo averla attaccata a voce piena. Più in alto non tenterà mai simili prodezze. Approssimativamente dalla seconda metà degli anni settanta gli acuti hanno iniziato a indurirsi, con tendenza a intonazione calante, mentre il registro centrale è rimasto pressoché intatto fino al ritiro.

Anche se il repertorio ha spaziato da Monteverdi a Pizzetti, il compositore che più si addiceva alle sue caratteristiche tecniche e interpretative era sicuramente Verdi. Oltre a rispettarne scrupolosamente la scrittura, Bergonzi sapeva infondere alla pagina verdiana un accento sempre ampio, vibrante e in sintonia con il momento psicologico del personaggio; notevole in particolare era la capacità di differenziare nel modo più appropriato recitativo, aria e cabaletta. L'interpretazione nasceva dalla stretta unione della tecnica vocale con la fantasia dell'accento, senza il ricorso ad artifizi quali l'accentuazione dell'articolazione della parola, il parlato o altri effetti "strappa applausi" gratuiti. Elvio Giudici definisce Bergonzi: "forse non il più grande tenore del dopoguerra, ma sicuramente il più artista".


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